La SIAE (ci) colpisce ancora

Nella continua lotta contro la pirateria, nella quale si fronteggiano produttori (case discografiche, software-house …) e gli utenti più smaliziati, ci si è sempre dibattutti sul tema caldo del giusto compenso per gli autori in rapporto al prezzo da pagare. Tecniche anti-copia, codici seriali e qualsiasi altra protezione non sono riuscite ad arginare la pirateria la quale, aiutata in buona parte dal peer to peer, si è conquistata un ‘ importante fetta di mercato a scapito dei produttori stessi. Questi ultimi, però, non hanno certo incentivato e spinto il mercato verso la “regolarizzazione”, soprattutto per quanto riguarda la politica dei prezzi, già  precedentemente argomentata. Perchè discutere ancora di un argomento già  trattato prima? La spiegazione sta tutta nel decreto legislativo sul diritto d’autore approvato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale che entrerà  in vigore il 29 aprile. Nonostante le numerose proteste e petizioni corse soprattutto su internet, tra poco entreranno in vigore gli aumenti sui supporti vergini promosso dalla S.I.A.E. volto, secondo loro, a proteggersi dai danni derivanti dalla pirateria. In cosa consisteranno questi aumenti? Copio e incollo il riassunto tratto dal sito Af Digitale :

a)supporti audio analogici, 0,23 euro per ogni ora di registrazione;

b)supporti audio digitali dedicati, quali minidisc, CD-R audio e
CD-RW audio: 0,29 euro per ora di registrazione. Il compenso è aumentato
proporzionalmente per i supporti di durata superiore

c)supporti digitali non dedicati, idonei alla registrazione di
fonogrammi, quali CD-R dati e CD-RW dati: 0,23 euro per 650 megabyte.

d)Memorie digitali dedicate audio, fisse e trasferibili, quali flash
memory e cartucce per lettori MP3 e analoghi: 0,36 euro per 64 megabyte

e)Supporti video analogici: 0,29 euro per ciascuna ora di
registrazione;

f)Supporti video digitali dedicati, quali DVHS, DVD-R video e DVD-RW
video: 0,29 euro per ora, pari a 0,87 euro per un supporto con capacità  di
registrazione di 180 minuti. Il compenso è aumentato proporzionalmente per
i supporti di durata superiore;

g)Supporti digitali idonei alla registrazione di fonogrammi e
videogrammi, quali DVD Ram, DVD-R e DVD-RW: 0,87 euro per 4,7 GB. Il
compenso è aumentato proporzionalmente per i supporti di durata superiore;

h)Apparecchi esclusivamente destinati alla registrazione analogica o
digitale audio o video: 3 per cento dei relativi prezzi di listino al
rivenditore.

Questi compensi sono applicati alla fonte, vanno ad accrescere il valore del prodotto e quindi, per l’utente, sono quindi da intendersi al netto di IVA. Vanno quindi, ai fini dei maggiori costi per l’utente, maggiorati di un ulteriore 20%.
Incredibile vero? Prima di correre a fare scorta degli ultimi CD a basso prezzo, riflettiamo un attimo sugli effetti e sulle motivazioni di questa legge. Con questo decreto viene ribadito il diritto alla copia esclusivamente personale di contenuti audio/video di legittima proprietà , ma al tempo stesso vieta categoricamente la possibilità  di poter violare i sistemi anti-copia e le varie protezione che proprio questi contengono. Come spiegare un tale controsenso? Come poter godere di un diritto senza finire fuorilegge, verrebbe da pensare a questo punto? Inoltre, analizzando da un punto di vista più pratico, ci sono anche altri aspetti che preoccupano. Perchè tassare anche hard disk e soprattutto le memory card, le memorie flash utilizzate per le fotocamere digitali, accusate come probabile mezzo di scambio di materiale “illecito”? Chi arriverebbe a così tanto e per cosi poco poi? Ma la controversia più grande sta nella filosofia stessa del decreto, che punisce “l’intenzione” della frode, partendo dal presupposto che questi supporti vengano utilizzati esclusivamente (o quasi) per fini illegali. Un utente “disonesto” che non ha intenzione di spendere 20€ per un CD, ne spenderà  1 o poco più, non verrà  particolarmente intaccato e quindi ci guadagna comunque. L’utente onesto che invece lavora quotidianamente con supporti magneto/ottici si ritroverà  ad affrontare un aumento che graverà  molto sul proprio profitto, e ci perderà . Basti pensare a chi lavora nell’ambito musicale, dove masterizzazioni e registrazioni sono all’ordine del giorno e i CD-R sono il pane quotidiano; come affrontare una spesa del tutto ingiustificata? Ma il problema si pone anche per tutti coloro che hanno la necessità  di effettuare frequenti backup dei propri dati, di certo non una percentuale irrisoria, che dovranno fare i conti con un peso in più. Contemporaneamente verranno inoltre inasprite le pene e le multe per coloro che acquistano e rivendono CD o DVD illegali, e per coloro che condividono materiale protetto da copyright su Internet; insomma, brutti tempi per tutti gli utenti, non solo per i pirati. Chi ha fatto in tempo avrà  già  fatto la scorta, magari alcuni ordineranno via internet o all’estero (Svizzera, Austria …) , e chi ci perde inoltre è anche il piccolo commerciante finale. Insomma, un decreto che scontenta tutti, tranne la SIAE stessa ovviamente, che vedrà  i consumatori subire un’ inutile peso sulle proprie tasche e le forze dell’ordine e del fisco sprecare le proprie energie e risorse.

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