Scrivere su partizioni NTFS con Mac OS X

INTRODUZIONE
I neo-utenti Mac che hanno appena abbandonato la piattaforma Windows si son resi conto che i loro documenti salvati su partizioni o dischi in NTFS erano accessibili in sola lettura. Ciò è dovuto al fatto che la Microsoft non ha mai rilasciato le specifiche per questo filesystem, e quindi si deve ricorrere a soluzioni di terze parti dalle prestazioni non eccellenti ma comunque stabili. 

PACCHETTI NECESSARI Per il mondo Mac la soluzione è rappresentata dai seguenti due pacchetti (in questa guida si adotterà  la versione Leopard ma il procedimento è identico per Tiger – versione aggiornata al 19 dicembre 2007): 

INSTALLAZIONE
Lanciate il dmg di MacFuse ed eseguite l’installer Mac FUSE Core.pkg; vi verrà  richiesta la password di root e di riavviare. 
A questo punto lanciate il dmg di NTFS-3g (il driver vero e proprio) anche qui eseguendo l’installer NTFS-3G autenticandovi e riavviando.

UTILIZZO
A questo punto collegate il disco o controllate da Finder il vostro disco e voilà , è pronto per la scrittura!

NOTA: può capitare che il disco sia ancora in sola lettura (pertanto viene restituito errore). Nella stragrande maggioranza dei casi ciò è dovuto alla presenza di errori nel disco stesso. Per correggerli è necessario che da Windows andate in Start > Esegui, digitate cmd per mostrare il “terminale”. A quel punto spostatevi nel drive relativo al disco NTFS (digitando ad esempio D: e dando Invio) ed eseguite il seguente comando:
chkdsk /f
rispondendo “si” quando verrà  richiesto lo smontaggio forzato. Questa utility riparerà  gli eventuali errori presenti controllando tutto il disco / partizione da voi selezionati. Una volta terminato riavviate e il problema dovrebbe risolversi.

Spiare cosa viene digitato nel proprio PC

DISCLAIMER: L’autore declina all’utente ogni responsabilità  per l’utilizzo delle tecniche descritte

1. INTRODUZIONE
Per diversi motivi di sicurezza può essere necessario conoscere cosa viene scritto sul proprio PC; dalla moglie (o marito) infedele all’impiegato lazzarone, dal bambino inconsapevole al sabotatore di turno, o più semplicemente per un’ulteriore “copia di backup” dei propri scritti, si può ricorrere all’utilizzo dei cosidetti keylogger, ovvero di software che – nascondendosi all’interno del sistema – intercettano tutti i caratteri digitati e li copiano in un file di testo.
Esistono diversi programmi che svolgono questa funzione. In questa guida è stato scelto un software open-source, gratuito, leggero e semplice da configurare (in rete sono disponibili altri software più avanzati ma a pagamento). Si ricorda ancora che l’utilizzo di tali programmi è fortemente consigliato SOLO su computer di PROPRIO possesso.

2. INSTALLAZIONE SOFTWARE
Scaricate il file : Regload-keylog 1.0.2 - Download [40kb] - Pagina ufficiale del programma. 
Appena lanciato il file RegLoad.exe si copierà  automaticamente nella cartella principale di windows ( C:WindowsRegload.exe ad esempio) e immediatamente inizierà  a tracciare tutto ciò che viene digitato nel file di testo Regload.hlp presente nella stessa cartella. Contemporaneamente, il software si aggiungerà  ai programmi in esecuzione automatica, pertanto è subito operativo.

3. SCOPRIRE E FERMARE IL PROGRAMMA
Nel caso non si ritenga più necessario l’utilizzo di questo software, per rimuoverlo dovete:

  1. Premere contemporaneamente CTRL + Alt + Canc, selezionare RegLoad e quindi cliccare su Termina operazione
  2. Andare in Start > Esegui, digitare msconfig, cliccare su Avvio e spuntare la casella RegLoad
  3. Rimuovere il programma con il log cancellando Regload.exe e Regload.hlp in C:Windows facendo attenzione a non eseguirlo di nuovo

4. PUNTI DI FORZA E VULNERABILITA’
Data la sua estrema semplicità  il programma è molto semplice da scovare per un utente sufficientemente esperto di Windows. Tuttavia la forza del programma consiste sia nella sua invisibilità  relativa (anche se è in bella vista in msconfig e in task manager non è presente scorrendo con ALT + Tab, non appare nella barra delle applicazioni e passa inosservato ai più comuni antivirus e antispyware) che nella sua insospettabilità  (difficilmente può far venire dubbi il nome del file e la sua posizione).
Una grande limitazione consiste nell’impossibilità  di lettura del file di log da un computer in remoto. Tuttavia, per ovviare a questo problema, si può abilitare un server FTP (vedi la guida Scaricare/caricare files da/in un PC connesso a internet) o ricorrere a software come VNC (vedi la guida Entrare in un PC connesso ad internet) avendo sempre molta descrizione e ricordando che quella di Windows è una cartella di sistema.
Se volete copiare in maniera “invisibile” il file del log in una cartella meglio accessibile, ad esempio in una cartella condivisa, potete crearvi un file regload.bat che una volta lanciato copierà  il file e lo modificherà  in “nascosto” : 

copy C:WindowsRegLoad.hlp D:CondivisiInfo.hlp
attrib +H D:CondivisiInfo.hlp

Ovviamente modificate il nome delle cartelle a vostro piacere; copiate questo contenuto in blocco note e salvate facendo attenzione all’estensione.

5. CONCLUSIONI
Fate un buon uso di questo software e non un abuso, ricordando che la privacy di una persona è un diritto difeso dalla legge

Creare un’unità  virtuale su Windows

Per fare ciò dovremo utilizzare il comando subst presente in tutte le versioni di Windows. Dobbiamo innanzitutto scegliere una cartella che verrà  considerata come cartella “radice” dell’unità  virtuale. Ad esempio creiamo una cartella denominata myfiles nell’hard disk C:. Per creare l’unità  virtuale clicchiamo su Start, poi su Esegui e digitiamo subst x: C:myfiles . Al posto di x: potete inserire qualsiasi lettera non utilizzata dal sistema.

Andate ora in Risorse del Computer, e se non si sono verificati problemi noterete la presenza di una nuova unità  . Questa “partizione fittizia” avrà  le dimensioni dell’hard disk / partizione contenente la cartella originaria (nel nostro caso c:myfiles ) . Ovviamente se occupate spazio su c: , lo occuperete anche su x: e viceversa (nonostante non aggiungiate nulla nella cartella myfiles ) visto che comunque al livello pratico i cluster occupati sono sempre gli stessi; di conseguenza se si formatta la partizione originaria scompare anche l’unità  virtuale.

Qual è l’utilità  nel disporre di un’unità  virtuale? Innanzitutto può essere comodo per distinguere cartelle e file senza incorrerre nella ripartizione del disco. Ma una importante funzionalità  consiste nell’emulazione dei lettori cd-rom .
Funzionando come vere e proprie unità , infatti, si comportano anche come veri e propri “device” esterni. E’ possibile, quindi, copiare il contenuto di un cd e verificarne il comportamento, oppure assegnare un file di autorun e vedere magicamente comparire in Esplora Risorse l’eventuale icona selezionata e il label assegnato, mentre cliccandoci due volte sopra aprire il file predefinito. E’ ottimo quindi per testare i propri cd prima di passare alla masterizzazione vera e propria ( per la creazione di file di autorun consiglio il programma Fast Autorun ).
Ricordo però che queste unità  scompaiono al riavvio del sistema. Come fare allora per crearle automaticamente evitando che scompaiano sempre?
Semplice, basta crearle all’avvio del pc indicando a windows la stringa di comando da eseguire. Ecco come fare:

Dos / Windows 3.1 / 95 / 98 / ME:

Aprire il file autoexec.bat presente nella cartella radice del vostro hard disk ( ad ex su C:) , e aggiungere subst x: C:myfiles ovviamente modificato a vostro piacere. Salvate il tutto, stando attenti a non modificare gli altri parametri.

Windows NT / 2000 / XP:

Qui la procedura è più complessa. Create un file che chiameremo ad esempio creaunit.bat con all’interno il comando subst x: C:myfiles (personalizzato ovviamente a dovere) e salviamolo ad esempio in C: . Poi clicchiamo su Start > Esegui e digitiamo il comando gpedit.msc . Selezionate quindi Configurazione UtenteImpostazioni WindowsScript (Accesso / Fine Sessione) e quindi cliccate due volte sull’icona Accesso. Una volta aperta la finestra cliccate su Aggiungi e premete su Sfoglia nella casella Nome Script . Selezionate il file creaunit.bat , premete Ok e chiudete tutto.

Nel caso invece volessimo eliminare un’unità  virtuale con Windows in esecuzione senza riavviare? Niente di più semplice. Digitate questa volta subst /D x: dove x: sta per la lettera dell’unità  virtuale.
Per visualizzare invece la lista delle unità  virtuali con la cartella alla quale si riferiscono, digitare semplicemente subst. Vi conviene però aprire una vera e propria finestra / sessione Dos per leggere il risultato, visto che digitando il comando da start > esegui , il programma si chiude rapidamente. Per fare ciò, sempre in Start > Esegui digitate command , ed in seguito il comando subst. Per chiudere la finestra DOS digitare exit .